Nuove indagini sul delitto di Garlasco: il tappetino e i reperti chiave per la verità

Nuove indagini sul caso di Chiara Poggi a Garlasco coinvolgono Andrea Sempio, iscritto per omicidio in concorso con Alberto Stasi. Un tappetino del bagno potrebbe rivelarsi cruciale per le analisi.
Nuove Indagini Sul Delitto Di Garlasco: Il Tappetino E I Reperti Chiave Per La Verità Nuove Indagini Sul Delitto Di Garlasco: Il Tappetino E I Reperti Chiave Per La Verità
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Il caso di Chiara Poggi, assassinata a Garlasco nel 2007, torna al centro dell’attenzione grazie a nuove indagini che coinvolgono Andrea Sempio. Quest’ultimo è stato nuovamente iscritto nel registro delle notizie di reato per omicidio in concorso con ignoti o con Alberto Stasi, già condannato a 16 anni di carcere. Tra i reperti esaminati, spicca un frammento di tappeto del bagno, potenzialmente cruciale per il progresso delle indagini.

Il tappetino del bagno: un reperto fondamentale

Il tappetino del bagno, imbrattato di sangue, rappresenta un elemento chiave nella ricostruzione degli eventi che hanno portato alla morte di Chiara Poggi. Secondo le indagini, il killer potrebbe essersi soffermato su quel tappetino per controllarsi allo specchio dopo aver commesso l’omicidio. Le impronte lasciate sul tappeto potrebbero fornire un profilo di DNA determinante. La Procura di Pavia ha richiesto al giudice per le indagini preliminari di effettuare nuove analisi su questo reperto, poiché in passato non era stato possibile ottenere risultati utili a causa di problemi tecnici legati all’amplificazione del DNA.

Questo nuovo approccio scientifico potrebbe rivelarsi decisivo, considerando i progressi nelle tecniche di analisi genetica avvenuti negli ultimi anni. L’idea è di superare le incertezze che da quasi due decenni gravano sulla figura di Alberto Stasi, il quale continua a sostenere la propria innocenza.

Altri reperti e la ricostruzione del delitto

Oltre al tappetino, ci sono altri reperti che meritano attenzione. L’accusa sostiene che Alberto Stasi si sia lavato le mani su quel tappetino dopo aver ucciso Chiara Poggi, ma la presenza di quattro capelli scuri trovati sul lavandino, mai analizzati e ora andati perduti, mette in discussione questa versione. È plausibile che l’assassino si sia semplicemente specchiato per accertarsi di non avere tracce di sangue visibili, senza utilizzare il rubinetto.

Il ritrovamento del tappetino tra i reperti conservati offre una nuova opportunità per eseguire analisi genetiche, grazie anche al lavoro del genetista Carlo Previderè. Quest’ultimo ha già confermato la presenza del DNA di Andrea Sempio sulle unghie della vittima, un dato emerso nel 2016 e utilizzato dalla difesa di Stasi.

La varietà dei reperti e le nuove analisi

La nuova inchiesta non si limita al tappetino. Sono stati identificati 27 provette e diversi tamponi biologici provenienti dalla vittima, dai familiari e dal fidanzato. Tra i reperti da analizzare si trovano anche un contenitore vuoto di tè, una confezione di plastica di yogurt e un sacchetto della spazzatura. Particolare attenzione è rivolta a un tampone orale della vittima, prelevato durante l’autopsia e mai sottoposto a esami genetici.

Questi nuovi sviluppi potrebbero fornire ulteriori elementi per chiarire la dinamica del delitto e per identificare con maggiore certezza il responsabile. La Procura sembra determinata a sfruttare ogni possibilità per fare luce su un caso che ha segnato profondamente la comunità di Garlasco e ha lasciato un segno indelebile nella memoria collettiva.

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