La recente mostra dedicata a Caravaggio presso Palazzo Barberini a Roma ha suscitato un acceso dibattito tra esperti e appassionati d’arte. Al centro della controversia ci sono due opere intitolate “Ecce Homo“, entrambe attribuite al maestro del Barocco, ma la cui autenticità e provenienza sono oggetto di discussione. Mentre uno dei dipinti è esposto a Genova dal 1921, l’altro è stato recentemente scoperto a Madrid e presentato per la prima volta a Roma. Questa situazione solleva interrogativi sulla corretta attribuzione e sull’interpretazione storica delle opere di Caravaggio.
La mostra di Caravaggio a Palazzo Barberini
La mostra di Palazzo Barberini ha ricevuto ampi consensi e una copertura mediatica significativa, ma non è priva di critiche. Gli storici dell’arte, come Filippo Baldinucci, hanno documentato che Caravaggio ha realizzato un solo “Ecce Homo” per la famiglia Massimi tra il 1605 e il 1609. Non esistono prove documentarie che attestino la creazione di un secondo dipinto. Tuttavia, attualmente, i visitatori possono osservare due opere con lo stesso titolo, entrambe attribuite a Caravaggio, creando confusione.
Il dipinto di Genova, conservato a Palazzo Bianco, continua a essere presentato come “di Caravaggio“, mentre il secondo, scoperto a Madrid nel 2021, è stato esposto per la prima volta a Roma. Questa situazione ha sollevato interrogativi sulla validità delle attribuzioni e sulla necessità di una maggiore chiarezza da parte degli esperti.
La questione dell’attribuzione
La curatrice della mostra, pur essendo una studiosa rispettata, ha omesso di affrontare la questione dell’attribuzione in modo diretto. Il catalogo della mostra, che avrebbe potuto essere un’opportunità per chiarire la situazione, non contiene alcun riferimento critico alla controversia. Anzi, il nome di Roberto Longhi, un importante storico dell’arte che ha attribuito l'”Ecce Homo” di Genova a Caravaggio, è citato ben 142 volte, senza alcuna menzione delle problematiche legate alla sua attribuzione.
Questa mancanza di trasparenza ha portato a una situazione in cui i visitatori possono trovarsi di fronte a due opere di Caravaggio, una delle quali è considerata autentica, mentre l’altra è oggetto di dubbi. La scheda del catalogo dedicata al “nuovo” “Ecce Homo” avrebbe dovuto affrontare questa complessità, ma ciò non è avvenuto.
La necessità di una revisione critica
La questione dell’attribuzione delle opere di Caravaggio richiede una revisione critica e un dibattito aperto. La presenza di due “Ecce Homo” attribuiti al maestro solleva interrogativi sulla metodologia utilizzata per l’attribuzione e sulla necessità di un approccio più rigoroso da parte degli storici dell’arte. La figura di Roberto Longhi, pur essendo centrale nella storia dell’arte italiana, non può essere considerata immune da critiche.
Il catalogo della mostra di Roma avrebbe potuto essere un’occasione per chiarire la situazione e per suggerire come procedere riguardo al dipinto di Genova. La mancanza di un’analisi critica in questo contesto lascia i visitatori con più domande che risposte, e la confusione persiste. La comunità artistica è chiamata a riflettere su come affrontare queste problematiche e a garantire che la storia dell’arte venga raccontata con accuratezza e integrità.
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