La crisi che ha colpito lo stabilimento Maserati di Modena ha portato a una situazione insostenibile per molti dipendenti, tra cui Luigi Cozzolino, operaio con 35 anni di esperienza. Nel 2025, la sua situazione lavorativa è segnata da cassa integrazione e proposte di trasferimento all’estero, che molti considerano inadeguate. La testimonianza di Cozzolino offre uno spaccato della realtà attuale dei lavoratori del settore automobilistico.
La carriera di Luigi Cozzolino e la sua attuale condizione lavorativa
Luigi Cozzolino, conosciuto da tutti come “Gino”, è un dipendente della Maserati di Modena da oltre tre decenni. A 57 anni, ha ricoperto il ruolo di delegato sindacale per la Fiom, affrontando le sfide di un settore in crisi. Nel 2024, ha lavorato solo 70 giorni, trascorrendo il resto del tempo in cassa integrazione. “Ho ricevuto lo stipendio pieno solo due volte”, racconta, evidenziando le difficoltà economiche che ha dovuto affrontare. La situazione non sembra migliorare nel 2025, poiché non ha ancora timbrato un cartellino. Recentemente, è stato richiamato in fabbrica per una settimana, grazie a una piccola commessa sulla Mc20, un modello di punta dell’azienda. Tuttavia, la precarietà del suo lavoro è evidente.
Le conseguenze economiche della crisi
La crisi economica ha avuto un impatto significativo sulle finanze di Cozzolino. “Nel 2024 ho perso almeno 7.000 euro di entrate”, afferma, sottolineando come la situazione lo costringa a rinunciare a spese importanti, come un viaggio per festeggiare i trent’anni di matrimonio con sua moglie. La mancanza di lavoro e la cassa integrazione hanno reso difficile mantenere uno standard di vita accettabile. La proposta di trasferimento in Serbia, ricevuta tramite un messaggio su WhatsApp, ha suscitato in lui una reazione negativa. “Alla mia età, non penso minimamente di lasciare la mia famiglia per un lavoro all’estero”, spiega, evidenziando il legame con i suoi cari e la preoccupazione per la situazione geopolitica della Serbia.
La proposta di trasferimento in Serbia e le reazioni dei lavoratori
La proposta di trasferimento in Serbia è stata comunicata dal responsabile del reparto tramite un messaggio nel gruppo WhatsApp. Cozzolino e i suoi colleghi hanno trovato l’offerta inopportuna, considerando le difficoltà attuali. L’offerta prevede sei mesi di lavoro all’estero, con la possibilità di tornare a casa ogni 45 giorni, vitto, alloggio e un’indennità di trasferta di 25 euro al giorno. “Prenderei il mio stipendio pieno di 1.700 euro più circa mille euro”, afferma, ma la mancanza di consultazione con i rappresentanti sindacali rende la proposta ancora più inaccettabile.
La precarietà del lavoro e le scelte difficili dei colleghi
La situazione di Cozzolino non è isolata. Molti operai di altri reparti stanno valutando la proposta di trasferimento, spinti dalla necessità economica. Con i salari in calo e i prezzi in aumento, non è da escludere che alcuni possano accettare l’offerta. “Con gli ammortizzatori sociali in corso, non ci vediamo tutti insieme da mesi”, spiega Cozzolino, evidenziando la frammentazione del gruppo di lavoro. La storia di trasferimenti simili non è nuova; nel 2023, Stellantis aveva già proposto trasferte a Mirafiori, con alcuni operai che sono rimasti a lavorare lì. La proposta è volontaria, ma il timore di essere rimandati in cassa integrazione pesa sulle decisioni dei lavoratori.
La speranza di un futuro migliore per Maserati
Nonostante le difficoltà attuali, Cozzolino e i suoi colleghi sperano in un futuro migliore per lo stabilimento di Modena. Il trasferimento della produzione delle GranCabrio e GranTurismo potrebbe rappresentare un’opportunità per riportare a Modena l’intera divisione delle auto di lusso. Tuttavia, la strada da percorrere è ancora lunga e incerta, e i lavoratori continuano a lottare per la loro dignità e per un lavoro stabile.
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