Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, esprime preoccupazione per la precarietà della tregua in corso e sottolinea l’importanza di un dialogo costruttivo per raggiungere una pace duratura. Le sue riflessioni, che si intrecciano con le parole di Papa Francesco, pongono l’accento sulla necessità di disarmare non solo le armi, ma anche il linguaggio che alimenta il conflitto.
La tregua non è pace
Il cardinale Pizzaballa ha chiarito che il cessate il fuoco attuale non rappresenta una vera pace. Sebbene possa offrire una sospensione temporanea delle ostilità, non crea le basi per un futuro migliore. Secondo Pizzaballa, la mancanza di un piano per il dopo è evidente e le condizioni locali e internazionali non sono favorevoli. La sua analisi mette in luce come il conflitto non possa essere risolto semplicemente interrompendo le violenze, ma richiede un impegno serio per costruire un dialogo duraturo.
L’importanza del linguaggio nella guerra
Il patriarca ha evidenziato come il linguaggio violento sia una delle cause fondamentali dei conflitti. Le parole di disprezzo e rifiuto dell’altro precedono sempre le guerre e contribuiscono a creare una mentalità violenta. Pizzaballa ha richiamato l’attenzione sul potere delle parole, sottolineando che, come nella Bibbia, Dio ha creato il mondo attraverso il linguaggio. Le parole possono costruire relazioni o distruggerle, e in un contesto di conflitto, è cruciale scegliere con attenzione ciò che si comunica.
La situazione attuale a Gaza
Con il riprendere dei bombardamenti israeliani e la liberazione degli ostaggi, la situazione a Gaza è tornata a essere critica. Pizzaballa ha descritto il clima di paura e incertezza che avvolge la comunità cristiana, con circa seicento persone che si rifugiano nel complesso della parrocchia per motivi di sicurezza. La loro condizione è difficile, caratterizzata da preoccupazione e stanchezza. La tregua, sebbene avesse portato a un temporaneo sollievo, non ha risolto le problematiche di fondo.
La mancanza di fiducia come ostacolo
Uno dei principali ostacoli alla pace, secondo il cardinale, è la mancanza di fiducia tra le parti coinvolte. Senza fiducia, è impossibile costruire prospettive future. Pizzaballa ha messo in evidenza come, attualmente, nessuno sembri disposto a dialogare con l’altro, il che rende la situazione ancora più complessa. La sfiducia è un elemento che permea le relazioni tra le diverse comunità e rende difficile trovare soluzioni condivise.
La voce del Papa nel deserto
Papa Francesco, con il suo appello alla pace, sembra rappresentare una voce isolata in un contesto di crescente violenza. Tuttavia, Pizzaballa invita a non perdere la speranza. Anche se le parole del Papa potrebbero non avere un impatto immediato, esse possono raggiungere chi è disposto ad ascoltarle. La missione della Chiesa, in questo contesto, è quella di consolare e incoraggiare, mantenendo viva la speranza in un futuro di pace.
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