Il futuro dello stadio San Siro continua a sollevare polemiche e interrogativi a Milano. Luigi Corbani, ex vicesindaco della città e fondatore del comitato “Sì Meazza“, ha recentemente espresso le sue preoccupazioni riguardo alla valutazione dell’impianto, fissata a 73 milioni di euro. Corbani ha presentato un esposto alla Procura, sottolineando la necessità di maggiore trasparenza e chiarezza da parte dell’amministrazione comunale.
La denuncia di Corbani e l’apertura del fascicolo
Luigi Corbani ha presentato il suo esposto alla metà di febbraio, evidenziando una situazione che, a suo avviso, stava degenerando. In particolare, ha fatto riferimento ai carotaggi effettuati nel Parco dei Capitani, sottolineando la mancanza di autorizzazioni e la presenza di operatori che prelevavano campioni di suolo per verificare la fattibilità della costruzione di un nuovo stadio. Corbani ha affermato che la situazione richiedeva un intervento, poiché non era possibile rimanere in silenzio di fronte a tali azioni.
Il comitato “Sì Meazza” ha messo in evidenza che la cessione dell’impianto a una cifra così bassa rappresenta una vera e propria svendita del patrimonio pubblico. Secondo Corbani, il valore reale del Meazza è ben superiore ai quasi 73 milioni stimati dall’Agenzia delle Entrate. Infatti, dal 2000 al 2024, lo stadio ha generato ricavi per 260 milioni di euro, rendendo evidente che cedere un bene così redditizio a un prezzo così ridotto sarebbe un errore grave.
La valutazione del Meazza e le critiche all’amministrazione
Corbani ha messo in discussione la valutazione dell’Agenzia delle Entrate, sostenendo che essa si basa su informazioni errate fornite dal Comune. Secondo lui, la cifra di 73 milioni non tiene conto del valore reale dell’area e delle potenzialità economiche che il Meazza rappresenta. Se si considera che le aree circostanti sono state valutate a 400 euro al metro quadrato, la valutazione complessiva sembra non reggere, penalizzando i cittadini milanesi.
L’ex vicesindaco ha anche criticato il sindaco Beppe Sala, il quale ha recentemente cambiato idea sul futuro dello stadio. Corbani ha ricordato come nel 2018 Sala avesse definito San Siro “il più iconico stadio del mondo”, mentre ora sembra sostenere la necessità di costruirne uno nuovo. Questo cambio di rotta, secondo Corbani, è influenzato da pressioni esterne, in particolare da parte del presidente del Milan, Paolo Scaroni.
La proposta di ristrutturazione e il futuro di San Siro
Corbani è fermamente convinto che non ci siano motivi validi per demolire il Meazza. Con le Olimpiadi in programma tra un anno, lo stadio è perfettamente funzionante e rappresenta un patrimonio storico per la città. La proposta di costruire un nuovo stadio, secondo lui, è inadeguata e non tiene conto dell’importanza culturale e storica dell’impianto.
Invece di procedere con la demolizione, Corbani suggerisce di investire nella ristrutturazione del Meazza, migliorando anche gli aspetti acustici che preoccupano i residenti. La gestione dello stadio dovrebbe essere affidata tramite un bando, garantendo così trasparenza e rispetto per i cittadini. Inoltre, è fondamentale creare aree verdi intorno all’impianto, contribuendo a migliorare la qualità della vita nel quartiere.
Corbani ha anche evidenziato che la vendita dell’area dovrebbe servire a finanziare progetti più utili per la comunità, come la creazione di case popolari, piuttosto che a generare profitti per i costruttori. La sua visione è chiara: il futuro di San Siro deve essere affrontato con un approccio che tenga conto delle esigenze dei cittadini e del valore storico dell’impianto.
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