Nuove regole per l’accesso ai corsi di laurea in Medicina: abolito il test di ingresso

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che abolirà il test di accesso ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Medicina Veterinaria dal 2025/2026, introducendo un semestre filtro e incrementando i posti disponibili.
Nuove Regole Per L'Accesso Ai Corsi Di Laurea In Medicina: Abolito Il Test Di Ingresso Nuove Regole Per L'Accesso Ai Corsi Di Laurea In Medicina: Abolito Il Test Di Ingresso
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Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che segna una svolta significativa per l’accesso ai corsi di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, e Medicina Veterinaria. A partire dall’anno accademico 2025/2026, il test di accesso sarà abolito, consentendo un accesso libero per gli studenti. Questa riforma mira a rispondere alle esigenze formative e professionali del settore sanitario, aumentando gradualmente il numero di posti disponibili.

Accesso libero e semestri filtro

Con la nuova normativa, gli studenti potranno iscriversi liberamente ai corsi di laurea in Medicina, Odontoiatria e Medicina Veterinaria, dopo aver completato un semestre filtro. Durante questo periodo, gli iscritti studieranno materie fondamentali come scienze biologiche, chimiche e fisiche, con l’obiettivo di garantire una preparazione adeguata. Il decreto prevede che il semestre filtro consenta l’acquisizione di almeno 18 crediti formativi universitari , che saranno determinati da un decreto ministeriale in collaborazione con il Consiglio Universitario Nazionale .

L’accesso al secondo semestre sarà subordinato al superamento degli esami del semestre filtro e alla posizione nella graduatoria nazionale, che si baserà sui voti ottenuti. Gli studenti potranno ripetere il semestre filtro fino a un massimo di tre volte, garantendo così un’opportunità di recupero per chi non raggiunge i risultati sperati.

Incremento dei posti disponibili

La riforma prevede un aumento progressivo e sostenibile dei posti disponibili nei corsi di laurea, con un incremento di 30.000 posti nell’arco di sette anni rispetto ai dati del 2023. Questo approccio mira a rispondere alle necessità del sistema sanitario, evitando un’apertura indiscriminata che potrebbe compromettere la qualità dell’istruzione. Le università avranno la libertà di organizzare le attività didattiche in base al numero di studenti iscritti, combinando modalità di insegnamento in presenza e online.

Il Ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ha sottolineato l’importanza di monitorare i fabbisogni del settore attraverso un osservatorio istituito presso il Ministero. Questo strumento consentirà di adeguare il numero di posti disponibili in base alle reali esigenze del mercato del lavoro, garantendo una formazione di qualità.

Iscrizione a corsi affini

Gli studenti che desiderano iscriversi ai corsi di laurea in Medicina dovranno anche registrarsi a un secondo corso di laurea o di laurea magistrale a ciclo unico in ambito biomedico, sanitario, farmaceutico o veterinario. L’iscrizione a questo secondo corso sarà gratuita per il primo semestre, permettendo agli studenti di esplorare diverse opzioni formative. In caso di mancato superamento degli esami o di posizionamento non utile nella graduatoria nazionale, gli studenti potranno continuare il loro percorso di studi nel secondo corso scelto.

Le università, mantenendo la loro autonomia, potranno riconoscere i CFU ottenuti durante il semestre filtro, consentendo agli studenti di utilizzare questi crediti anche in corsi di studio diversi da quelli delle Scienze della Salute.

Un cambiamento storico nel sistema universitario

Il decreto rappresenta un cambiamento epocale nel sistema universitario italiano, eliminando il test di accesso, considerato da molti come un ostacolo all’ingresso in corsi di laurea fondamentali per il settore sanitario. Bernini ha dichiarato che il “tabù del numero chiuso è stato infranto”, sottolineando che il nuovo sistema è progettato per garantire un accesso equo e una formazione di qualità per tutti gli studenti.

La riforma mira a ridurre il mercato della formazione privata legato ai test di accesso, permettendo agli studenti di ricevere una preparazione adeguata direttamente all’interno delle università. Con la creazione di un Syllabus nazionale e l’adozione di esami standardizzati, il Ministero intende garantire una valutazione uniforme e di alta qualità, evitando disparità tra gli atenei.

Questa riforma, sebbene innovativa, richiederà investimenti e risorse per assicurare che le strutture siano pronte ad accogliere un numero crescente di studenti, garantendo al contempo la qualità della formazione offerta.

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