Herbert Prohaska, ex calciatore austriaco, è un nome che evoca ricordi indelebili per i tifosi di Inter e Roma. Tra il 1980 e il 1983, ha vissuto un periodo cruciale della sua carriera nel campionato italiano, trasformandosi da capitano dell’Austria Vienna a un simbolo del calcio italiano. Oggi, a 69 anni, Prohaska continua a esibirsi, mantenendo viva la sua passione per la musica e il calcio.
Gli anni in Italia: Inter e Roma
Il triennio di Prohaska in Italia è stato caratterizzato da momenti significativi. Arrivato all’Inter nel 1980, ha contribuito a creare una squadra competitiva, facendo sentire la sua presenza sia in campo che nello spogliatoio. La sua abilità tecnica e la visione di gioco lo hanno reso un giocatore fondamentale per la squadra. Durante il suo soggiorno all’Inter, ha imparato a conoscere e apprezzare la cultura italiana, tanto da affermare di aver imparato la lingua grazie ai suoi compagni di squadra, tra cui il noto calciatore Riccardo Oriali.
Dopo due stagioni con i nerazzurri, Prohaska ha fatto il grande salto alla Roma, dove ha vissuto un momento di gloria, conquistando il campionato di Serie A nel 1983. Questo titolo ha rappresentato un traguardo importante nella sua carriera, cementando il suo legame con il calcio italiano. La sua esperienza in Italia ha influenzato profondamente la sua vita, trasformandolo in un vero e proprio italiano d’adozione, nonostante le sue origini austriache.
Un legame speciale con i compagni
Prohaska non ha solo condiviso il campo con i suoi compagni, ma ha anche instaurato legami profondi. Tra questi, spicca quello con Bruno Conti, che considera un “fratello per la vita”. Le esperienze vissute insieme, sia dentro che fuori dal campo, hanno creato un’amicizia duratura che va oltre il calcio. Questo legame è emblematico del modo in cui il calcio possa unire le persone, creando rapporti che durano nel tempo.
Nonostante il soprannome affettuoso di “lumachina”, che gli è stato affibbiato per il suo stile di gioco, Prohaska ha sempre dimostrato di avere una grande capacità di corsa e resistenza. La sua dedizione al gioco e il suo spirito combattivo lo hanno reso un giocatore amato dai tifosi e rispettato dai suoi avversari.
La passione per la musica
Oltre al calcio, Prohaska ha una forte passione per la musica. Ancora oggi, si esibisce a Vienna con la sua band, interpretando classici italiani che spaziano da Zucchero a Antonello Venditti. Queste performance non solo testimoniano il suo amore per la musica, ma anche il suo legame con l’Italia, che continua a vivere attraverso le canzoni che interpreta. Il pubblico viennese lo accoglie sempre con entusiasmo, dimostrando che il suo carisma e il suo talento non si sono affievoliti nel tempo.
Prohaska rappresenta un esempio di come il calcio possa andare oltre il semplice sport, diventando un mezzo per costruire relazioni, esprimere passioni e mantenere viva la cultura. La sua storia è un tributo a un’epoca in cui il calcio italiano era in pieno fermento e continua a ispirare le generazioni future.
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